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Villa Bianchi

Vigna

Vitigni coltivati

  • Verdicchio 14 ha
  • Sauvignon Bianco 2,5 ha


Tipologia del suolo

  • moderatamente profondo, franco argilloso-limoso calcareo con presenza di scheletro  da deposito alluvionale Terrazze alluvionali (formazioni oloceniche)

Esposizione

  • sud/est-nord

Altitudine

  •  100/150 m.slm

Anno di impianto

  • 1974-2004

Sesti di impianto

  • da 2,6 a 3 metri tra le file
  • da 0,9 a 2 metri sulla fila

Densità

  • 1666/4273 viti/ha

Forma di allevamento

  • Gouyot semplice – doppio capovolto

Produzione

  • 70/120 q.li/ha

Prodotti ottenuti

Cenni Storici

  • il fondo di Villa Bianchi si sviluppa sulle pendici di una collinetta al culmine della quale è situata la storica villa omonima che ospita al suo interno una splendida sala degustazione, una bottaia, nonché due deliziosi appartamenti adibiti saltuariamente a foresteria. Il vigneto impiantato nella prima metà degli anni ’70 è stato rinnovato, a partire dal 1989, per circa metà della superficie.  Nel rinnovamento vennero seguite delle linee tecniche estremamente innovative per l’epoca e per la zona. L’impianto di vigne di Verdicchio con 3700 ceppi per ettaro  rappresentava un’assoluta novità ma la scelta si rivelò in seguito estremamente azzeccata tanto che, proprio da quella vigna, venne prodotta la prima annata di una delle migliori selezioni di Verdicchio aziendali che è il Plenio (oggi coltivato a Cupramontana). Altra chicca prodotta a Villa Bianchi è  il Maximo. Nato quasi per caso questo vino viene prodotto da uve Sauvignon bianco botritizzate. Risale alla fine degli anni ’80 il sovrainnesto con il quale veniva cambiato l’indirizzo produttivo di una vigna di c.a 2 ha di uve rosse di scarso pregio con del Sauvignon bianco. La natura del terreno (a tratti ghiaiosa) l’esposizione a nord ed il microclima, particolarmente asciutto sino a tutto settembre-ottobre per poi diventare particolarmente umido e freddo da metà ottobre in avanti, sono tutti elementi che rendono questa zona eccezionalmente adatta allo sviluppo delle cosiddette “muffe nobili” che permettono di ottenere questo vino.