Duemilavini 2008
Associazione Italiana Sommelier - Bibenda Editore
Cinque Grappoli al Pelago e al Maximo e gli altri giudizi sui nostri vini

Da Duemilavini 2008
Associazione Italiana Sommelier - Bibenda Editore
E’ oramai trascorso mezzo secolo dalla fondazione a Cupramontana della Umani ronchi, poi rilevata dalla famiglia Bianchi-Bernetti. Oggi le cantine sono due, una a Castelbellino per il Verdicchio, l’altra ad Osimo per i rossi del Conero, compresa la nuova bottaia che ha meritato un articolo su AD. Lo standard qualitativo è altissimo anche sui grandi numeri e ciascuna tipologia dell’ampia gamma vanta un suo fiore all’occhiello. Michele Bernetti si conferma manager di vaglia: segue con oculatezza il mercato, ma auspica iniziative che facciano conoscere il terroir, promuovendo le varietà di punta Verdicchio e Montepulciano (inclusi i 30 ettari nelle Colline Teramane), senza trascurare né “minori” come Lacrima e Bianchello, né la varietà internazionali, quest’anno nuovamente sul podio. Non prodotto il Supra 2004.

Pelago 2004 - 5 Grappoli
Un capolavoro di eleganza e di armonia concepito per evolvere nel tempo. Affascina a prima vista la sontuosa veste rubino cupo con bagliori amaranto; naso aristocratico di marasca e more mature, cassis, violetta e lavanda, tabacco Virginia e scatola di sigari, alloro ed eucalipto, liquirizia e boero. Possente, mai nerboruto, rinfrescato da vitale vena tartarica, scandito da tannini felpati. Tornano, a lungo ridondanti, la ciliegia matura ed eleganti toni vegetali da blend bordolese. Quattordici mesi in rovere di primo e secondo passaggio. Palombaccio ripieno tartufato.
Le Moie si conferma sottozona vocata a grandi botrizzati. Oro zecchino, luminoso, inanella nel calice copiosi archetti. Raffinato e caleidoscopico il quadro olfattivo di camomilla, pesca sciroppata, confettura di albicocche, canditi, zucchero d’orzo, miele e zafferano, con preziosa nuance minerale e tocchi iodati di botrite che rimandano a cotognata e ai profumi della campagna autunnale. Freschezza agrumata, sapidità e spunti amaricanti bilanciano a perfezione la massa zuccherina. Ventiquattro mesi in acciaio. Grandioso con Castagnola chantilly, cioccolato bianco e lime (ricetta di Moreno Cedroni)
Forse solo per gioventù del campione esita alle soglie dei Cinque Grappoli. La parziale maturazione in rovere induce note burrose, di nocciola fresca e miele, che via via lasciano spazio a macedonia di frutta estiva e tropicale, essenze campestri e floreali, nuance minerale, spunti aromatici che virano alla resina. Pieno e morbido come suggerisce il nome, ma la freschezza irrequieta conferita dall’annata consiglia di attendere ancora. Fonduta Gruyère e morchelle.
Entra alla grande nella Docg, sagace la nuova etichetta che suggerisce la rotondità del vino e la forma del corbezzolo da cui deriva il nome. Rubino cupo, concentrato, esibisce copiose sensazioni fruttate (ciliegia in primis) integre, mai cotte o congetturate, e refoli floreali e di macchia marina. Calore alcolico e freschezza a braccetto, solida intelaiatura tannica tappezzata di velluto, impeccabile ritorno fruttato in lunga dissolvenza . Blend da macerazioni pre e postfermentative, matura oltre un anno in barrique di vario passaggio. Agnello alle erbe del Conero.
Dorato, pingue, complesso e raffinato. La freschezza ne maschera la forza, le vigne di trent’anni regalano equilibrio. Passato di cicerchie con gamberoni.
Paradigmatico cru (Montecarotto) di inconfondibile bouquet, fresco, sapido e minerale. Da lasciar evolvere o godere ora su ombrina in salsa Mornay.
Profuma di tiglio, frutta esotica e pesca, corpo suadente ed elegante. Campofiloni con granseola.
Ciliegia matura, macchia mediterranea, misurato boisè. Generoso, piacevolmente equilibrato. Compagno ideale di grigliate miste.
Più fresco e tannico del cugino marchigiano, rusticheggiante con grazia: costine di maiale alla brace.
La versione più semplice mantiene il tocco un po’ brusco del Sangiovese, è fruttato e pepatine. Alcol moderato, tannini docili. Pappardelle col sugo di oca.
Profumato, morbido, beverino, grazie a parziale macerazione prefermentativa e breve passaggio in rovere per il 30% della massa. Versatile su pecorini e caciotte non molto stagionati.
Fragrante di viola, mirto, pepe rosso, vinoso. Fresco e immediato, si rinnova col cork-screw. Con “cacce ‘nnanze” e ciauscolo, d’estate non teme mezz’ora di frigo.
In parte criomacerato, ha nei profumi il suo punto di forza. Di buon corpo, accompagna senza problemi una frittura mista. Tappo a vite su parte della produzione.
Tra verdolino e paglierino, è fragrante e delicato, fresco e sapido, di medio corpo. Crostini mozzarella e alici.