Lacrima di Morro d’Alba
da Bibenda - n°21
Un estratto del lungo articolo apparso sul magazine dedicato al Lacrima di Morro d'Alba, e la recensione al Fonte del Re 2004

da Bibenda
Agosto Settembre 2006 n°21
Storia e leggenda spesso si fondono per dare corpo e inconsapevole sostegno alle memorie di una regione e, talvolta, alle origini, remote e incerte, di un vino. E’ il caso del piccolo, per estensione della zona a Doc, ma affascinante, per carattere, Lacrima di Morro d’Alba. Il dato storico e che Morro d’Alba – posto in una limitata enclave enologica in provincia di Ancona – ha avuto, sin da epoca romana, un passato rilevante. Strategica era, infatti, la posizione collinare tra i fiumi Misa ed Esino, sull’asse viario Senigallia – Jesi.
...Quella del Lacrima di Morro è la storia di una scommessa vinta in due tempi. La prima vittoria è contro i numeri di partenza della Doc, istituita nel 1985. Un vitigno quasi estinto, con soli 7 ettari di superficie vitata. La seconda -forse più importante- è contro lo scetticismo di chi rriteneva impossibile conquistare, da un territorio così piccolo e anche poco conosciuto, crescenti quote di mercato, fidelizzando consumatori smaliziati e attenti alla qualità del prodotto...
... Il Lacrima di Morro d'Alba a lungo è stato considerato un vino rustico. Parallelamente, nell'arco dei vent'anni del suo affinamento enologico, ha conquistato apprezzamenti sempre più convincenti da un mercato che ne riconosce unicità e originalità d'espressione territoriale. Il vitigno trova habitat ideale nel microclima temperato dell'entroterra collinare di Senigallia, dove i terreni hanno prevalente natura argillosa. i migliori sono di medio impasto ed esposti a sud, in modo da consentire una maturazione regolare delle uve. Richiede coltivazione e vinificazione più complesse di Sangiovese e Montepulciano, tanto da aver rischiato l'estinzione. Proprio la caratteristica della buccia, che a maturazione lascia lacrimare il succo, impone accorgimenti per prevenire errori nei tempi e nei modi di raccolta. In passato, il Lacrima era ritenuto vino poco longevo. Il controllo dei tempi di macerazione consente oggi una produzione che, secondo le annate, può reggere diversi anni. Nella versione tradizionale matura pochi mesi in acciaio. E' imbottigliato giovane per esprimere una vinosità immediata e accattivante. Punto di forza è l'aromaticità, ricca di un sorprendente ventaglio di profumi primari: frutti di bosco, rosa e viola i più evidenti. Con l'affinamento prolungato può esprimere più maturi sentori d'erica e corbezzolo. Per esaltare le caratteristiche d'aromaticità, il disciplinare prevede anche una versione con macerazione carbonica e una tipologia Passito. Nei paesi anglosassoni lo hanno battezzato con nomi fantasiosi, "fruit bomb" e "red Gewwurztraminer". Il colore prevalente è rubino, con riflessi violacei. Al gusto tende a confermare la piacevolezza olfattiva, rivelandosi morbido e dotato spesso di una gradevole chiusura amarognola...di
Antonello De Cesare
Fonte del Re 2004
84 punti Rubino luminoso. Si apre fragrante al naso con prevalenti aromi floreali maturi su toni fruttati. In bocca, evidenziando naturale freschezza, rimane morbido, anche per l'apporto dei delicati tannini.