

da Il Resto del Carlino
23 ottobre 2009
C'era una volta il Cùmaro, il Conero Riserva docg Umani Ronchi, nato negli anni '80 con l'intenzione di mettere in bocca ai marchiagiani il Montepulciano locale. Cùmaro richiama Conero, komaros in greco, che vuol dire corbezzolo (arbusto sempreverde). A questo vino Massimo e Michele Bernetti, hanno dedicato una degustazione verticale partendo dalla terra, cioè da quell'annata '88 che ancora rivela note di pelle animale, amarena, terra appunto. E passando per l'annata del '90, di bella morbidezza e finezza, si è arrivati al 1995: bottiglia sanguinosa, vergata da sentori speziati di pepe, peperoncino, di eccellente morbidezza, finezza ed equilibrio. Frutto rosso maturo, ciliegia sotto spirito matura, ottima persistenza gusto-olfattiva sono le caratteristiche dell'annata 2001, mentre il 2006 si segnala come una delle bottiglie più promettenti della serie: molto persistente all'olfatto e al palato, pulito, com importante concentrazione aromatica e persistenza di frutti rossi maturi (marasca e amarena). Nella serata celebrativa del Cùmaro si è fatto luce anche un bianco: Vecchie Vigne 2007, dai sentori di glicine, fieno, banana, di grande freschezza e morbidezza, un Verdicchio da primato.
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- Comunicato Stampa: Cùmaro festeggia 20 vendemmie